Fondazione per l'energia critica lacune a centrale di Gösgen (SO)
BERNA (awp/ats) - Dopo aver commissionato una perizia indipendente sulla centrale nucleare di Gösgen, la Fondazione svizzera per l'energia (SES) parla di scandalo.
L'assenza di alcune valvole, che vengono installate soltanto ora, avrebbe rappresentato un enorme rischio sin dall'entrata in funzione del reattore. L'autorità di vigilanza IFSN però contraddice questa affermazione.
La centrale nucleare di Gösgen, nel comune di Däniken (SO), è fuori servizio dal 24 maggio. La rimessa in funzione dopo la revisione annuale è stata ritardata a causa della scoperta di una lacuna nella sicurezza: i gestori sono stati incaricati di fornire prove su un possibile sovraccarico nel sistema di alimentazione idrica del reattore. Si sono in particolare rese necessarie misure di rinforzo, con l'installazione di cosiddette valvole di ritegno smorzate.
La perizia di SES è ora giunta alla conclusione che queste valvole mancavano fin dalla messa in funzione della centrale nucleare nel 1979, come si legge in un comunicato odierno. In caso di guasto, senza queste valvole si rischierebbe il malfunzionamento del sistema di raffreddamento del reattore. Ne potrebbero conseguire gravi danni al nocciolo, fino alla fusione dello stesso.
"Come giocare con il fuoco"
"È scandaloso che la centrale nucleare di Gösgen sia stata gestita sin dalla sua entrata in funzione con un punto debole potenzialmente così catastrofico. "È come giocare con il fuoco", afferma nella nota Stephanie Eger, responsabile del settore Energia nucleare della SES.
L'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) respinge le critiche. Il problema delle valvole di ritegno era già stato affrontato nel 1998 dall'autorità precedente, che aveva ordinato delle migliorie, ha confermato un portavoce dell'IFSN a Keystone-ATS in relazione a un articolo del Tages-Anzeiger.
Secondo l'IFSN, a Gösgen, a differenza delle altre centrali nucleari svizzere, si è puntato su supporti rinforzati nelle tubazioni invece che sulle valvole. A Beznau e Leibstadt queste valvole sono state installate "già da tempo", afferma la SES.
Solo grazie a nuovi metodi di calcolo è emersa una "possibile vulnerabilità di progettazione nel sistema di alimentazione dell'acqua", scrive l'IFSN sul suo sito web.
Riattivazione prevista a febbraio
Di fronte a questi rischi per la sicurezza, la SES auspica un rapido potenziamento delle energie rinnovabili. "Anche un impianto solare o una turbina eolica possono subire danni, ma in tal caso non è l'intero Paese e metà del continente a trovarsi in grave pericolo", afferma Eger.
La centrale di Gösgen, che dovrebbe ritornare in funzione alla fine di febbraio 2026, produce circa 8 terawattora (TWh) di elettricità all'anno, coprendo circa il 13% del consumo energetico svizzero. È entrata in funzione nel 1979. L'azionista di maggioranza è Alpiq (40%), seguita da Axpo Power (25%), dalla controllata di Axpo CKW (12,5%), dalla Città di Zurigo e da Energie Wasser Bern (EWB).
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