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Notizie politiche   18.04.2026 17:43:16

CH Media scommette su testate regionali, "sopravviveranno"

ZURIGO (awp/ats) - Dopo la fosca previsione di Marc Walder (CEO Ringier), secondo cui in Svizzera solo tre marchi mediatici avrebbero un futuro (Blick, 20 Minuten e Neue Zürcher Zeitung), arriva la replica secca di Michael Wanner, alla guida del gruppo concorrente CH Media (fra gli altri: Aargauer Zeitung, St. Galler Tagblatt, Watson). "A dire il vero, mi sento straordinariamente vivo", dice Wanner. E spiega perché i media regionali, secondo lui, sopravviveranno.

L'intervista dell'imprenditore pubblicata oggi dal Tages-Anzeiger è una risposta punto su punto al manager di Ringier. "È un brutto segnale per il settore, per i tanti giornalisti e giornaliste motivati del paese", afferma. "Ma soprattutto non condivido questa tesi, anzi parto dal presupposto opposto. In una democrazia diretta come la Svizzera ci sarà sempre un bisogno di buon giornalismo regionale". A suo avviso nell'era dell'intelligenza artificiale (IA) i media regionali hanno proprio un vantaggio: "Uscire, parlare con le persone, verificare le dichiarazioni dei protagonisti, questo una macchina non può farlo".

L'editore ammette le difficoltà del settore, ma rivendica un dato positivo: "Nel secondo semestre del 2025 siamo riusciti per la prima volta a stabilizzare il nostro numero complessivo di abbonamenti. Siamo riusciti a compensare il calo nel settore cartaceo con nuovi abbonamenti digitali. Inoltre vediamo che la disponibilità a pagare per il digitale aumenta".

Sul futuro della carta stampata, il presidente di CH Media si mostra cauto ma fiducioso: "Che si distribuisca un giornale non più quotidianamente, ma magari solo tre o quattro volte a settimana, è un modello interessante. In America e Scandinavia in parte viene già fatto con successo. Potrebbe essere una soluzione di transizione. Piani concreti però non ne abbiamo".

E aggiunge: "I giornali sopravviveranno più a lungo di quanto la maggior parte pensi. Soprattutto nel fine settimana la gente apprezza un buon giornale. Nella sensazione tattile e nella cura della selezione la stampa ha chiari vantaggi rispetto al digitale".

Sull'impatto dell'IA, Wanner vede sia opportunità che rischi: "Nel migliore dei casi, il giornalista potrà concentrarsi pienamente sul nucleo del lavoro: la ricerca, la verifica delle fonti, la propria scrittura. Il grande pericolo è che l'IA permetta anche di copiare contenuti dei media con un semplice clic".

La sua proposta: "I fornitori di IA dovrebbero in futuro pagare una licenza per accedere ai nostri archivi. In ogni caso, serve una regolamentazione per l'IA, altrimenti a lungo termine verrà a mancare l'incentivo a investire nel giornalismo".

Wanner torna anche a criticare l'emittente pubblica. "La SSR in passato non pubblicava alcun quotidiano, quindi non dovrebbe pubblicare contenuti testuali sul web nemmeno oggi". E ancora: "Sostengo la linea del ministro dei media Albert Rösti, che intende imporre alla SSR dei limiti più rigidi in merito alla nuova concessione"

Alla giornalista che gli domanda se i suoi figli guideranno l'azienda nella sesta generazione, Wanner risponde ridendo: "I due bimbi non sono ancora nemmeno all'asilo, è un po' presto per questi piani".


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