"Se la popolazione non vuole pale eoliche, servono grandi centrali"
ZURIGO (awp/ats) - La Svizzera deve decidere quale mix elettrico vuole, ma non può rifiutare la costruzione di nuove centrali pretendendo poi elettricità sufficiente e a buon mercato. È l'avvertimento lanciato da Martin Schwab, CEO del gruppo energetico lucernese CKW (controllato dal colosso Axpo) e presidente dell'Associazione delle aziende elettriche svizzere (AES).
In un'intervista pubblicata oggi dalla Neue Zürcher Zeitung (NZZ), il dirigente bernese spiega che l'estate calda e la lunga siccità hanno creato problemi alla produzione idroelettrica e al raffreddamento di alcune centrali atomiche, Non ci sono state però fasi critiche per l'approvvigionamento. Per tre motivi: "Primo, il consumo di elettricità in estate è più basso che in inverno. Secondo, le due centrali atomiche più grandi erano disponibili, secondo i piani. E terzo, abbiamo avuto una produzione solare molto buona, anche se l'integrazione in rete della corrente fotovoltaica, a causa dei picchi enormi, non è sempre facile".
Il tema centrale resta la crescente lacuna di elettricità invernale, perché il solare produce meno e le centrali nucleari esistenti prima o poi usciranno dalla rete. Axpo ha pubblicato un rapporto sui possibili scenari: in primo piano c'è una combinazione di rinnovabili e gas, oppure energia atomica invece di gas. "In ultima analisi è una decisione sociale e politica quale mix di produzione si vuole all'interno di ciò che è tecnicamente fattibile", argomenta l'intervistato. "Attualmente il consumo di elettricità è di circa 60 terawattora all'anno e attraverso la decarbonizzazione potrebbe salire fino a 90", ricorda.
Riguardo al gas, Schwab pensa innanzitutto a centrali di riserva. "Ne avremmo bisogno solo per situazioni meteorologiche estreme", dice. "In inverni miti forse potremmo farne del tutto a meno, in quelli rigidi funzionerebbero alcune settimane o mesi. Come assicurazione sono però molto importanti." Perfetto sarebbe l'esercizio con gas rispettosi del clima come l'idrogeno. "Se questi un giorno saranno disponibili in quantità sufficiente e a un prezzo competitivo per la nostra economia nazionale è tuttavia incerto allo stato attuale."
Riguardo al nucleare, il professionista sostiene che il settore elettrico è "agnostico rispetto alla tecnologia" e vuole contribuire alla sicurezza dell'approvvigionamento. "L'esercizio a lungo termine dei due impianti esistenti di Gösgen e Leibstadt è la variante più economica per coprire per un certo tempo il fabbisogno esistente di elettricità invernale", afferma. "Per questo è così importante l'approvazione del controprogetto dell'iniziativa popolare Stop al blackout. Questo abolirebbe il divieto di costruzione di nuove centrali nucleari deciso dal corpo elettorale. È inoltre più semplice trovare i professionisti necessari se una tecnologia non è vietata."
Il manager avverte però che il futuro è difficile da prevedere. "Decisivo è che abbiamo sempre sufficienti opzioni per poter gestire ogni scenario. Se ci trovassimo in difficoltà potrebbe diventare davvero costoso. L'abbiamo visto nella crisi energetica del 2022, quando in sei mesi abbiamo dovuto costruire una centrale a gas che ora stiamo di nuovo smantellando", ricorda. "Se a un certo punto constatiamo di avere un elevato fabbisogno di base di corrente, perché decarbonizziamo completamente i trasporti e il riscaldamento, forse il consumo di gas sarà troppo alto. Allora sorgerà la discussione su nuove centrali nucleari. In inverno, tra l'altro, ci aiuterebbe molto anche più elettricità dall'eolico e da un fotovoltaico ottimizzato per tale stagione".
Riguardo all'energia generata dal vento, l'esperto è netto. "Non spetta al settore elettrico prescrivere alla popolazione quali centrali desidera: vogliamo mostrare opzioni", dice. "Se non si desiderano impianti eolici, servono centrali più grandi. Non voglio condurre una discussione secondo cui l'eolico è buono e il nucleare è cattivo, o viceversa. Decisivo è il mix intelligente dei vettori energetici. Una cosa però non sta insieme: rifiutare la costruzione di nuove centrali e volere comunque elettricità sufficiente e a buon mercato".
Quanto al numero di impianti eolici necessari per sostituire una centrale a gas, Schwab parla di stime molto grossolane: circa 200, e in Svizzera oggi ne sono presenti circa 50. "Con la differenza che una centrale a gas produce elettricità in modo affidabile premendo un pulsante", spiega. Il solare è quasi l'unica tecnologia accettata, ma c'è un ma: "Dobbiamo fare attenzione a non puntare troppo su una sola tecnologia e a costruire solo quella. Gli impianti solari producono, è un dato di fatto, molto più in estate che in inverno, quando però noi abbiamo bisogno di più elettricità. Perciò dovremmo circoscrivere il sostegno al solare che produce corrente in inverno".
Lo specialista è peraltro scettico riguardo al fotovoltaico alpino. "Gli impianti sono molto costosi: per ragioni economiche l'espansione è per lo più poco attraente". Nonostante il sostegno del 60% ai costi di investimento erogato dalla Confederazione gli oneri di produzione sono di regola nettamente superiori ai prezzi di mercato.
Da parte loro i sedici progetti idroelettrici esistenti rappresentato 2 terawattora di produzione e il consigliere federale Albert Rösti conta su una realizzazione nella misura di 1 terawattora. "In termini di quantità, dunque, la speranza è che si possa realizzare circa la metà dei progetti: rispetto al fabbisogno di elettricità di 60 terawattora (e in futuro forse 90) ciò sembra poco e non garantisce alcuna sicurezza dell'approvvigionamento", osserva Schwab. "Malgrado ciò l'aggiunta di energia idroelettrica nel mix elettrico è importante".
Il presidente dell'AES mette infine in guardia da una strategia che punta sull'importazione di 10-20 terawattora. "Non dovremmo fare affidamento sul fatto che possiamo sempre importare qualsiasi quantità di elettricità", dice. Per questo definisce "estremamente importante" un accordo sull'elettricità con l'Unione europea: "Più siamo integrati in Europa, più l'elettricità sarà conveniente e sicura", conclude.
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