Nestlé boicotta Migros, maionese Thomy è irreperibile
ZURIGO (awp/ats) - Risolta la vertenza con Feldschlösschen, il gruppo Migros deve fare i conti con una nuova gatta da pelare sui prezzi legata a un altro marchio svizzero per eccellenza. Dai ripiani di molti negozi manca infatti la maionese Thomy. Il motivo? Un'interruzione deliberata delle consegne da parte del produttore Nestlé.
In parecchie filiali di Migros, la popolare salsa al momento scarseggia o è del tutto assente, indica oggi la "NZZ am Sonntag", che dedica un pezzo all'argomento. La ragione non è però da ricondurre alle scorpacciate di fondue chinoise durante le feste, né a una carenza di uova o ad altri fattori esterni.
Si tratta invece di un volontario stop delle forniture, come conferma la catena della grande distribuzione al domenicale zurighese: "La penuria di Thomy è dovuta al fatto che le consegne sono state temporaneamente sospese. Non abbiamo rimosso attivamente gli articoli dal nostro assortimento", precisa il gigante arancione.
In passato, era successo l'opposto. Migros aveva lasciato vuoti gli scaffali di marchi noti per fare pressione sui produttori. La scorsa estate è toccato a Coca-Cola, in autunno al cioccolato Lindt. Con entrambi sono poi stati raggiunti accordi.
Escalation dietro le quinte
Ma Thomy non è un brand qualsiasi: appartiene al gigante alimentare vodese Nestlé. Il fatto che la multinazionale romanda abbia deciso di interrompere la fornitura al più grande rivenditore svizzero di un prodotto elvetico così popolare suggerisce una significativa escalation dietro le quinte, commenta la "NZZ am Sonntag".
Nestlé si è rifiutata di commentare, mentre Migros scarica sulla controparte le responsabilità. "Qualche mese fa, Nestlé ha chiesto un aumento di prezzo per la maionese Thomy, che non abbiamo accettato per ragioni oggettive. Il fornitore inizialmente ha continuato a consegnare i prodotti", ha fatto sapere al giornale l'ufficio stampa del colosso del commercio al dettaglio. In seguito però, l'azienda di Vevey, malgrado fossero in corso discussioni, ha deciso unilateralmente di sospendere la distribuzione fino all'accettazione dell'aumento di prezzo.
Gioco di potere
Il gruppo Migros ha dovuto affrontare di recente un caso simile. In settimana in effetti il "Blick" ha riportato che anche il birrificio Feldschlösschen aveva interrotto le sue forniture alle controllate Denner e Migrolino (come noto i supermercati Migros non vendono alcolici) per una controversia sui prezzi. Un'intesa è stata successivamente raggiunta venerdì e l'intera gamma di prodotti della società di Rheinfelden (AG) è ora di nuovo a disposizione.
Stando alla "NZZ am Sonntag", il nocciolo della questione è che la cooperativa ha agito come un'entità unitaria nelle trattative di vendita nell'ultimo anno e mezzo. Ciò significa che, invece di negoziare separatamente con Denner, Migrolino e Migros come in precedenza, i fornitori ora lo fanno solo con il gruppo.
La strategia, sostiene il settimanale, è chiara: Migros vuole sfruttare il suo potere di mercato per ottenere condizioni migliori. A tal fine, ha creato una nuova posizione - Responsabile degli approvvigionamenti di gruppo - assegnandola al tedesco Florian Decker, un veterano del settore, prelevato dalla catena di supermercati Edeka.
Produttori frustrati
Una cosa è certa: la frustrazione nei confronti di Migros è alta tra i produttori. Contattata dal domenicale, Barbara Castegnaro, direttrice dell'associazione dell'industria degli articoli di marca Promarca, ha rifiutato di commentare i singoli casi, ma ha accusato la catena di presentarsi come "il Robin Hood dei consumatori". Un'immagine a suo dire inesatta: i prezzi al dettaglio sono stabiliti esclusivamente da Migros e includono il suo margine di profitto. Non è chiaro se i prezzi di acquisto più bassi raggiungano effettivamente i clienti, mette in guardia Castegnaro.
La cooperativa rimane imperturbabile di fonte alle sospensioni delle forniture: "Migros offre un'ampia gamma di marchi propri ed è orientata a compensare le carenze. Pertanto, l'impatto sulle vendite è limitato". Malgrado ciò, i problemi con Feldschlösschen e Thomy non sono di poco conto. Oltre a essere la prima scelta di molti svizzeri, sono anche prodotti tipicamente elvetici. Questo contrasta ad esempio con la maionese M-Classic, confezionata in Francia.
Contrariamente a quella con il birrificio argoviese, allargatasi a tutta la gamma, la controversia con Nestlé per ora si limita alla Thomy. Ma la situazione è tesa e la guerra dei prezzi tra i due pesi massimi potrebbe intensificarsi. Sebbene il ventaglio di articoli del gigante arancione sia formato per circa l'80% di marchi di sua proprietà, l'azienda ne offre anche numerosi appartenenti alla galassia Nestlé, inclusi gli apprezzatissimi Nescafé in polvere e gelati Mövenpick.
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Betroffene Instrumente
| Name | Kurs | Differenz Differenz % |
52 Wochenhoch | 52 Wochentief | Volumen |
|---|---|---|---|---|---|
| Nestle N | 75.41 |
+1.05
+1.41%
|
85.06 | 73.67 | 3'802'541.00 |
| Nestle Sa CDR-Reg S | 22.77 |
+0.35
+1.56%
|
25.66 | 22.52 | 35.00 |