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Intervista   26.10.2026 14:42:20

Migros: Irminger vuole un solo cuoco al barbecue

ZURIGO (awp/ats/awp) - Undici cuochi attorno a un unico barbecue: è così che Mario Irminger, presidente della direzione generale di Migros, descrive l'attuale struttura dirigenziale del colosso del commercio al dettaglio. Dopo la grande fusione prevista, ne rimarrà solo uno. In un'intervista all'agenzia finanziaria AWP, spiega perché intende riorganizzare la Migros, come intende evitare tagli di posti di lavoro e quali caratteristiche dovrà avere il suo successore.

AWP: Signor Irminger, Coop ha fuso le sue cooperative regionali già 25 anni fa. Perché la Migros sta seguendo questa strada solo ora?

Mario Irminger: Le due situazioni non sono paragonabili. Coop aveva esigenze diverse. Migros, invece, con una quota di capitale proprio dell'80%, è in ottima salute e redditizia. Nel dialogo con i soci, però, siamo giunti alla conclusione che la struttura federale rappresenta uno svantaggio se vogliamo sviluppare ulteriormente la nostra attività.

AWP: Non tutti i membri delle amministrazioni regionali erano favorevoli alla fusione. Come convincerete le regioni a cedere parte del loro potere a Zurigo?

MI: Il nostro percorso si basa su due pilastri: da un lato c'è la cooperativa di gruppo che, in qualità di società di portafoglio snella, è responsabile della gestione finanziaria e del controllo dei rischi per le sette grandi unità operative. Ciò che invece non cambierà è la struttura regionale nei supermercati, a partire dalle filiali, passando per la logistica, fino all'assortimento. Anche in futuro avremo bisogno di una forte struttura regionale e vogliamo che gli assortimenti continuino a essere definiti a livello regionale.

AWP: Entro la metà del 2027 dovrete convincere i soci della cooperativa a favore della fusione. Non avete ancora rivelato quanti posti di lavoro potrebbero essere soppressi. Fornirete i dati solo dopo la votazione?

MI: Fino a metà del 2027 manterremo inizialmente la nostra struttura attuale; successivamente avremo una moratoria fino a metà del 2028, durante la quale non ci saranno licenziamenti per motivi strutturali nelle cooperative regionali. Successivamente, ridurremo gradualmente queste dieci regioni a cinque e, nel corso del tempo, elimineremo le duplicazioni. Riteniamo di poter attuare questo processo essenzialmente attraverso le fluttuazioni naturali.

AWP: Nei media si è parlato di possibili risparmi annuali compresi tra 300 e 400 milioni di franchi. Quanto intendete effettivamente risparmiare?

MI: Per noi questa riorganizzazione non è un programma di ridimensionamento, ma mira piuttosto a migliorare l'efficacia dei processi. Oggi, a livello dirigenziale, abbiamo undici cuochi davanti a un unico grill, mentre in futuro ne avremo solo uno. Il processo decisionale diventerà più rapido, più semplice e, molto probabilmente, anche di qualità superiore.

AWP: Lei avvia la riorganizzazione, ma non sarà più lei a metterla in atto. Quali caratteristiche deve avere il suo successore?

MI: La persona deve riuscire a cogliere l'ampiezza del panorama di cui dispone la Migros. Non si tratta solo dei supermercati, ma anche di tematiche relative alla salute o ai servizi finanziari e molto altro ancora. È necessario saper gestire queste attività, progettarle e orientarle verso il futuro. Inoltre, occorre una persona che abbia un'affinità con i supermercati, che conosca il settore e sia in grado di sviluppare ulteriormente l'attività.


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