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Nissan, assemblea boccia nomina amministratore chiave, Renault si astiene

TOKYO (awp/ats/ans) - L'assemblea degli azionisti di Nissan ha respinto la nomina di un consigliere esterno e presidente del comitato di revisione durante il meeting annuale tenutosi a Yokohama. La decisione riaccende le tensioni con Renault, storico partner del costruttore giapponese e titolare del 15% del capitale, che ha scelto di astenersi dal voto esprimendo dubbi sull'indipendenza del candidato. Si tratta di Motoo Nagai, ex vicepresidente della Mizuho Trust & Banking Co, che ricopriva la carica di revisore esterno dal 2014 e quella di amministratore esterno dal 2019.

La casa automobilistica francese, che nel 1999 ha contribuito al salvataggio di Nissan arrivando a detenere il 43% del capitale, ha progressivamente ridimensionato il proprio ruolo nella governance del gruppo. Dallo scorso giugno, infatti, non dispone più di alcun rappresentante nel consiglio di amministrazione.

Perplessità sulla candidatura di Nagai erano state espresse anche dai consulenti di proxy Institutional Shareholder Services (ISS) e dal fondo pensione statunitense CalPERS. Sul voto ha pesato anche il fallimento del progetto di fusione con Honda nel 2025, rivelano i media nipponici. Nagai, infatti, faceva parte del comitato nomine durante le trattative e alcuni investitori ritengono che abbia sostenuto l'ipotesi avanzata da Honda di trasformare Nissan in una propria controllata.

Sul fronte della governance emerge inoltre il tema delle remunerazioni. L'amministratore delegato Ivan Espinosa ha percepito nell'ultimo esercizio un compenso di 561 milioni di yen, pari a poco più di 3 milioni di euro, il 40% in più rispetto al predecessore Makoto Uchida, che aveva rinunciato a metà dello stipendio base. Espinosa ha comunque restituito volontariamente metà del proprio bonus, per un valore di 95 milioni di yen. La quarta casa auto nipponica ha registrato perdite per il secondo anno consecutivo e punta a tornare all'utile entro marzo 2026 attraverso un piano di ristrutturazione che prevede 20.000 esuberi entro il 2027 e una riduzione dei costi fissi pari a 200 miliardi di yen.


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