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Politica commerciale, WTO   26.01.2026 18:47:16

L'Ue incassa l'accordo con l'India, gemello diverso del Mercosur

NUOVA DELHI (awp/ats/ans) - I volti di Antonio Costa e Ursula von der Leyen tappezzano il centro di Nuova Delhi e per la prima volta nella storia i vertici delle istituzioni europee siedono alla parata per l'anniversario della repubblica come ospiti d'onore (arrivo in carrozza, saluto della guardia presidenziale al colpo di cannone, il premier Narendra Modi ad illustrare le parti salienti dello spettacolo).

"L'Unione Europea otterrà il massimo livello di accesso mai concesso a un partner commerciale nel mercato indiano, tradizionalmente protetto", afferma raggiante von der Leyen. L'intesa è fatta, manca solo la firma domani nel quadro del vertice Ue-India, e le cifre pure sono ormai stabilizzate, non si pubblicano per scaramanzia. In un'epoca in cui gli Usa si trasformano in agente del caos, l'accordo di libero scambio con l'India (FTA) rappresenta, per l'Europa, l'ennesima polizza sulla vita.

"Vinciamo entrambi, questo FTA è il santo graal della nostra strategia commerciale", spiega una fonte europea che ha preso parte ai negoziati. Al contrario del Mercosur, infatti, le aree più sensibili per le rispettive economie sono state escluse dalle trattative - carne bovina, pollame, zucchero per l'Ue; tessile e caseario per l'India - così da arrivare alla meta più agevolmente.

L'intesa, negoziata sin dal 2007 e rilanciata nel 2021, unirà 2 miliardi di persone e circa il 25% del Pil globale: la sua natura è vista come trasformativa, progettata per offrire benefici cumulativi a lungo termine. Un mercato con dazi proibitivi (ad esempio fino al 150% sul vino) sarà improvvisamente aperto offrendo un accesso privilegiato in settori dove l'Ue è competitiva: agricoltura (vini, superalcolici, olio d'oliva) compresa la protezione delle indicazioni geografiche, servizi finanziari e di telecomunicazione, il settore auto.

Contemporaneamente, l'intesa Ue-India include una partenership in sicurezza e difesa, cruciale per un Paese che intende diversificare la propria dipendenza dagli armamenti russi, attualmente all'80%. Non a caso la parata è stata chiusa da un'esibizione dei caccia francesi Rafale, che Nuova Delhi ha acquistato e intende ancora acquistare.

La partnership - la terza in Asia dopo Giappone e Sud Corea, alleati storici dell'Occidente - aprirebbe in teoria la via al programma SAFE, benché la prospettiva sia definita per ora "prematura" dagli addetti ai lavori. Prima si partirà con la localizzazione di alcuni progetti, poi si vedrà. L'India, inoltre, porta a casa un 'memorandum of understanding' sulla mobilità delle persone, dedicata ai tecnici di alto livello, studenti, ricercatori e lavoratori stagionali. Sul versante tecnico, l'accordo gestisce questioni complesse. Per l'India, che sta uscendo dal Sistema di Preferenze Generalizzate (GSP) dell'Ue, l'FTA è vitale per mantenere l'accesso al mercato europeo.

L'India, come altri partner, vede nell'Ue un fattore di stabilità. "Essere noiosi adesso è diventato sexy", commenta con una battuta un funzionario Ue. La politica commerciale - competenza esclusiva della Commissione - diventa quindi uno strumento geopolitico cruciale in un contesto di rivalità tra Washington e Pechino e dopo le vulnerabilità esposte dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina.

L'obiettivo strategico finale è duplice: da un lato, fare dell'India un hub manifatturiero alternativo alla Cina, contribuendo alla strategia di "de-risking" e resilienza delle catene di approvvigionamento dell'Ue; dall'altro, consolidare un'alleanza tra le due maggiori democrazie mondiali, creando un volano per gli investimenti e una piattaforma per cooperazioni future anche infrastrutturali, come il corridoio IMEC (Indopacifico-Mediterraneo).

L'intesa, insieme a quella con il Mercosur, non è un punto di arrivo - evidenziano diversi interlocutori - ma l'inizio di un più profondo riallineamento geopolitico ed economico, volto a garantire all'Ue indipendenza, competitività e influenza in un mondo multipolare.


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